cameriere con carta dei vini

Il vino: guida pratica ai termini più usati nei ristoranti di lusso prima parte

Ovvero, come conoscere i termini giusti e scegliere un vino adatto ad ogni serata

Ti è mai capitato di aprire una carta dei vini e sentirti in imbarazzo non sapendo cosa scegliere?
Il metre ti ha mai chiesto che vino preferisci, magari fornendoti una rosa tra Sauvignon e Chardonnay?

Non prendiamoci in giro… diventare esperti in un campo così complesso come quello del vino richiede anni di esperienza, di studio e una notevole disponibilità economica per assaggiare molte, moltissime bottiglie; tuttavia voglio solo darti alcuni suggerimenti utili a capire meglio cosa significano i termini millesimato, cuvèe, novello cosicché tu possa scegliere davvero un vino adatto alle tue esigenze.

Il Vitigno:
La prima cosa che differenzia un vino da un altro è l’uva! Quindi il vitigno, ossia la varietà della vite da cui è stata raccolta l’uva: dal vitigno appunto prende il nome il vino stesso (anche se vi sono cospicue differenze tra le etichette per metodologia di spremitura, invecchiamento etc) ma generalmente i vitigni si dividono in 3 categorie in base al colore del frutto: si parla di bacca bianca (Chardonnay, Sauvignon, Riesling), bacca nera (Merlot, Syrah etc), o di bacca grigia (molto rara peraltro).

Il Colore:
Fai bene attenzione però che seppur nella maggior parte dei casi il colore della bacca dà anche il colore al vino, questa non è una regola ferrea; pensa infatti al colore degli acini, tolta la buccia hanno lo stesso colore sia nell’uva bianca che in quella nera… il colore del vino dipende dal processo di vinificazione e da quanto tempo le vinacce (la buccia) rimangono a macerare insieme al mosto.
Nel vino bianco questa fase non è contemplata e quindi le vinacce vengono separate dalla parte liquida senza che il vino possa quindi assumerne le sostanze coloranti.
Se vuoi stupire i tuoi amici ordina un ‘Blanc de Noir’, mentre assapori uno dei piatti preparati da Marco Failla e stupisci i commensali con la particolarità di un vino bianco ottenuto dal vitigno Pinot Nero.


E il rosè?
I vini rosati non sono la miscela tra uva bianco e rossa (vietata), ma semplicemente il frutto di una vinificazione ibrida: essi partono da vitigni a bacca nera e le vinacce vengono lasciate per poco tempo a macerare (qualche ora) e poi rimosse, proseguendo la vinificazione in contenitori di acciaio, come accade per il vino bianco.
Nota bene che i rosè, come i bianchi vanno serviti freddi e comunque sono poco adatti all’invecchiamento in bottiglia.

Chiudiamo la nostra panoramica sulle tipologie di vino facendo riferimento a dei termini abbastanza comuni, ma spesso non troppo chiari…

VINO MILLESIMATO
Sai cosa vuol dire questo termine? Deriva da un termine francese e indica che l’uva utilizzata per quel vino è stata raccolta tutta nello stesso anno. Questo termine è particolarmente utilizzato per indicare una particolarità dello champagne che solitamente è prodotto utilizzando uve di annate diverse e anche diversi vitigni…
A volte tale indicazione (sempre più spesso su vini commerciali) si trova anche su vini fermi o prosecco, e a nostro parere questa è una dicitura inutile, perché per i vini fermi specialmente, è assolutamente improbabile che le uve siano di annate differenti, dal momento che fanno riferimento ad una vendemmia…

Se curioso di approfondire ulteriormente i termini più usati nelle etichette e nelle carte dei vini?
Leggi la seconda parte del nostro VADEMECUM

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